La storia di Laura

Ciao a tutti dolcissimi amici, 

oggi ho deciso di cambiare genere e tipo di racconto, pur esprimendo sempre i medesimi concetti: sofferenza, disperazione e persino ricerca di un modo per mettere la parola FINE a una vita divenuta insopportabile a causa di un dolore che, invece di migliorare, come quasi sempre succede peggiora giorno dopo giorno risucchiando speranze e voglia di continuare a combattere.

Il termine PERCHÉ si insinua nella mente con la stessa tenacia di un martello pneumatico che non lascia il tempo alla razionalità.
Esistono diversi generi di letteratura, noir, thriller, drammatico, comico, d’avventura, religioso, di filosofia, scientifico, horror… davvero tanti, eppure in questo vasto panorama ne manca uno, il genere “dolore”, e così, per raccontare questa storia, mi piacerebbe pensare che esistesse il genere “FIABA”. 
Si perché questa storia comincia come una fiaba dove…
ECCO LA NOSTRA STORIA
C’era una volta una bambina di nome Laura.
Laura era una bimba come tante altre, aveva una mamma e un papà, andava a scuola, giocava con gli amichetti, era vivace e felice, leggeva le fiabe, le piacevano le bambole e si divertiva a correre.
Ma un  giorno fece un incontro con un brutto mostro, questo mostro le si era aggrappato alle gambe e non la lasciava mai in pace. Il suo nome era DOLORE.
La vita di Laura cominciò a non essere più tanto spensierata, Dolore la perseguitava, tant’è che cominciò a girovagare di mago in mago per essere aiutata a strapparlo via, ma tutti le dicevano la stessa cosa “Tranquilla Laura, è solo il Signor Dolore della crescita, piano piano se ne andrà”.
“Sarà” pensava Laura, ma il tempo passava e lei sempre più spesso  doveva assentarsi da scuola perché Dolore la tormentava e ogni tanto arrivava un amico di Dolore che le bloccava la schiena. Beveva pozioni magiche che tanto magiche non erano, e ogni tanto la portavano in strane case che si chiamavano ospedali.
Passò tanto tempo, ma finalmente 6 anni fa un mago davvero bravo riuscì a dare il nome giusto al mostro.
Si chiamava FIBROMIALGIA CRONICA a cui si aggiungeva però un alleato, chiamato LOMBALGIA CRONICA (dolore neuropatico) a livello di L11 con una deformazione della vertebra (attualmente a forma di cuneo) e un alto rischio di frattura della vertebra sottostante.
Insomma, Laura aveva due Dolori e a questi si era aggiunta anche Tristezza, ma lei non voleva arrendersi, voleva continuare ad andare a scuola, diplomarsi e poi laurearsi.
Aveva 16 anni e la soluzione migliore era quella di andare dai maghi dei maghi… un Centro della terapia del dolore: si recò a quello di Cuneo.
Qui le diedero due cavalieri che avrebbero lottato contro i 2 Dolori, TRAMADOLO e TACHIPIRINA 1000 che sarebbe intervenuto in caso di necessità. Dopo due anni in cui i due cavalieri lottavano egregiamente e Laura stava meglio, i mostri cominciarono a diventare più forti,  Tramadolo e Tachipirina dovevano essere sostituiti e per questa ragione Laura tornò dai maghi che le diedero un cavaliere ancora più forte, era TARGIN. Targin lottò strenuamente contro i mostri … fino a 1 anno fa… Dolori e Tristezza si erano ormai assuefatti anche a Targin e quando arrivava si sbellicavano dalle risate, erano diventati potentissimi.
Così, sempre più sfiduciata e affranta, Laura decise di andare da altri maghi, anche per avere un nuovo parere, erano i maghi di Monferrato.
Qui, dopo lunghe affabulazioni e consulti magici i dotti e sapienti maghi decisero di congedare Targin, lo fecero allontanare nel giro di 45 giorni, ma Laura ne era diventata dipendente: stava con lui da 6 mesi filati e così ebbe una terribile, orribile crisi di astinenza.
Non sapendo più cosa fare i maghi le affidarono un cavaliere potentissimo, era FENTANYL.
(Laura ancora adesso ha come cavaliere che lotta per lei Fentanyl, ormai non può più farne a meno).
Nel frattempo piano piano e senza far troppo rumore a Dolori e Tristezza si avvicinava un’altra compagnia, era Disperazione.
Laura soffriva tantissimo fisicamente e psicologicamente, non poteva accettare che la sua vita dipendesse per sempre da Fentanyl, non voleva sentire dolore mai più e così decise di non sentirlo proprio mai, mai, mai più attraverso la morte.
La cercò chiedendo aiuto a Fentanyl e Tachipirina, che la travolsero… per fortuna la morte non voleva saperne di lei e si salvò. Aveva fatto una scelta sbagliata, adesso che per fortuna era viva lo aveva capito.
Rimase in una di quelle case chiamate ospedale per 1 mese, tra un posto chiamato Medicina Interna e un altro chiamato Psichiatria, la rimandarono a casa in compagnia di Fentanyl e di un cavaliere che aveva il compito di difenderla da Depressione con la promessa di andare a fare due chiacchiere ogni 15 giorni da maghi cosiddetti psicoterapeuti, peccato che questi l’avrebbero ricevuta solo se altre persone avessero rinunciato al loro appuntamento oppure quando avrebbero trovato del tempo libero da dedicarle.
E qui finisce la storia, potrebbe dire qualcuno, e invece no.
Laura attualmente ha 23 anni, con i suoi due cavalieri riesce a stare in piedi, ma essi stessi l’hanno portata a pesare 40 kg per 1m e 61, è magrissima, e per prendere peso deve seguire una dieta specifica e bere ogni giorno una pozione ipernutriente.
Se presto non prenderà peso sarà costretta a tornare nella casa chiamata ospedale, dove la sottoporranno a un’alimentazione forzata.
Quasi tutte le notti riceve la visita di madama Insonnia e così ne approfitta per studiare, sì studiare, perché Laura a dispetto di Dolore, Tristezza e Depressione è iscritta alla facoltà di Scienze Dell’Educazione di Torino e il suo sogno è aiutare gli altri, legge cose utili ai suoi futuri progetti educativi, si documenta sulla sua formazione e scrive articoli.
Perché l’unica cosa vera che le dà la forza di alzarsi la mattina e di vivere è il suo progetto lavorativo futuro, a dispetto del Dolore più terribile che è la Fibromialgia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: