Le storie di ISAL

Buongiorno a tutti,
mi chiamo Paola Tognetti, sono malata di dolore cronico dal 2012. Vi risparmio la mia storia poiché abbondantemente raccontata in un libro che ho scritto insieme a mio marito, che è anche il mio medico, e che si intitola NOI, QUELLI DELLA SINDROME DEL DOLORE CRONICO, battaglie di una guerra mai vinta, scritto per aiutare tutti i malati a non commettere gli errori più grossolani durante il loro percorso, errori che potrebbero costare molto cari. Sono amministratrice di un gruppo di sostegno per il dolore cronico su FB. È un gruppo chiuso per permettere a tutti di esprimersi liberamente senza paura dei giudizi tanto frequenti nel mondo del non dolore. Per chi fosse interessato, il nome del gruppo è NOI, QUELLI DEL DOLORE CRONICO. Mi sento in dovere di ringraziare ISAL e il Prof. Gianvincenzo D’Andrea per la collaborazione che hanno offerto per aiutarci a far conoscere e a divulgare la situazione che crea il dolore cronico, una malattia che persino la maggior parte dei medici di base non conosce.
In accordo con il Prof. e con i componenti del gruppo abbiamo deciso di raccontarvi le nostre storie. Non meravigliatevi se troverete numerosi punti in comune. È la nostra vita fatta di umiliazioni, vessazioni, solitudine. La prima storia che vi propongo racconta proprio di anni passati nella sofferenza e nell’incomprensione. Anni in cui, come quasi sempre succede, il dolore è attribuito all’ansia e alla depressione. Nessuno capisce che, invece, è proprio il dolore quotidiano sottovalutato e non sufficientemente indagato e curato a causare un precario stato psicologico.

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