Le storie di Paola: ancora una conferma di non essere creduti

Ciao a tutti,

questa settimana vorremmo portare l’attenzione su fatti terribili che ancora siamo costretti a subire, per esempio l’utilizzo di placebo in presenza di sintomatologia algica devastante.

Ancora una volta la conferma di non essere creduti…

 

Ecco la nostra storia.

 

La mia storia clinica è iniziata nel 2002 dopo una banale caduta con distorsione del ginocchio e della caviglia sinistra.

Valutata dall’ortopedico, mi venne detto che sarebbe stato opportuno fare un intervento di meniscectomia; feci un paio di giorni di riposo dal lavoro, in seguito rientrai in servizio, bloccando l’infortunio in attesa dell’intervento, avvalendomi di una ginocchiera e lavorando con dolore tollerabile e lieve edema.

L’intervento avvenne nel febbraio del 2003. Nell’ immediato post operatorio feci presente al chirurgo ortopedico che qualcosa non andava: la rotula era mobile e vi era la presenza di edema.

Nell’aprile 2003, una risonanza di controllo confermò la presenza di un corpo endoarticolare libero che mi bloccava l’articolazione, che fu necessario asportare.

Durante la fisioterapia feci presente all’ortopedico che persisteva un dolore importante e che la rotula non era stabile. Egli insistette sull’importanza del recupero muscolare.

Feci fisioterapia, piscina, stretching, affittai un elettrostimolatore, cyclette, camminate e recuperai effettivamente 3 cm a livello del muscolo interessato, ma il dolore al ginocchio aumentò notevolmente. Continuai fino al 2005 con fisioterapia ed infiltrazioni di acido ialuronico e di cortisonici, nonché cicli di bisfosfonati consigliati dal mio medico di famiglia. Intanto, anche il ginocchio destro iniziò a dare leggeri disturbi e riscontrammo una meniscosi e un corpo libero anche qui. Subisco un intervento di trasposizione del tendine rotuleo del ginocchio sinistro e di artroscopia al ginocchio destro per shaving.

Nel post intervento, a causa di una reazione allergica al tramadolo, venni lasciata senza terapia antalgica per un giorno intero. Il tempo passò tra dolori ingestibili che i medici pensarono bene di trattare con una fisiologica sperando nell’effetto placebo. In seguito ai miei lamenti mi fu “generosamente” somministrato del ketorolac.

Il dolore fu comunque infernale estendendosi fino al trocantere sinistro.

Da quel giorno il dolore non è mai più passato nonostante magnetoterapia, ozonoterapia, laserterapia, ultrasuonoterapia. Finalmente ottenni una diagnosi: algodistrofia post-traumatica, che tentarono di trattare in terapia del dolore con scarsi risultati.

Ripresi il lavoro per combattere il calo dell’umore.

Nel 2010 mi prese in carico un algologo preparato e con una comprensione del dolore cronico sbalorditiva.

Mi ottimizzò la terapia antalgica e sconsigliò l’impianto di un neurostimolatore a causa della presenza di un emangioma.

Dal 2014 riscontro dolore e rigidità mattutine alle mani e psoriasi. Le indagini conducono alla diagnosi di poliartrite sieronegativa entesitica multipla, trattata con farmaco biologico che non ho tollerato per calo delle difese immunitarie.

Ad oggi i dolori sono altalenanti e, purtroppo, non mi abbandonano mai. Ho fatto un percorso con il fisioterapista del dolore da cui ho imparato piccoli accorgimenti per facilitarmi nelle attività quotidiane.

 

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