Borgo Val di Taro dice “No al dolore”

Portare avanti il messaggio che curare il dolore si può. È l’impegno di Adelina Facci Tosatti, presidente di Nad – No al dolore, associazione nata a Borgo Val di Taro, nel parmense, il 20 maggio 2012 grazie all’azione congiunta di medici, familiari di pazienti e pazienti stessi, con l’obiettivo di divulgare la cultura della dignità di vivere e di poter morire senza dolore.

Sono già stata presidente dell’associazione Cid – Curare il dolore di Castelfranco Emilia, ora con Nad proseguo il percorso, quello di sensibilizzare i cittadini, la classe medica e anche le istituzioni” dice Adelina Facci Tosatti.

L’associazione, senza fini di lucro,  si ispira al principio della centralità del cittadino in quanto titolare del diritto alla salute. Il suo scopo è favorire, sostenere e promuovere – anche attraverso collaborazioni con enti e istituti, pubblici e privati – iniziative e progetti per garantire le cure a chi soffre di dolore cronico.

A Borgo Val di Taro il punto di riferimento per il dolore, e il dolore cronico in particolare, è l’hospice La valle del sole, il problema è che non tutti lo conoscono e, non sapendo a chi rivolgersi, sopportano nonostante non vogliano più dolore – continua Adelina Facci Tosatti –. Non conoscono neanche che c’è una legge, la 38/2010, che li tutela e non sanno che per molte patologie esistono nuove cure”.

Tante le iniziative organizzate da “No al dolore” per informare i cittadini. L’associazione partecipa alla Giornata contro il dolore della Fondazione ISAL (“la collaborazione è nata attraverso il professor William Raffaeli e attraverso la dottoressa Marzia Rocco, che ha diretto il Centro di terapia antalgica e cure palliative di Castelfranco”) e alla Giornata nazionale del sollievo promossa dal Ministero della Salute, dalla Fondazione Gigi Ghirotti. Raccoglie fondi e promuove anche concorsi nelle scuole per sensibilizzare le nuove generazioni. È infatti opera degli studenti dell’Istituto Zappa-Fermi di Borgo Val di Taro il nuovo logo dell’associazione: colori allegri, una margherita sorridente e la scritta “No al dolore”.

Non mancano, poi, incontri pubblici tra esperti e cittadini. “L’ultimo si è svolto lo scorso 18 maggio, c’erano i terapisti del dolore della provincia di Parma e ha anche partecipato il dottor Gianvincenzo D’Andrea – aggiunge –. Si è parlato di nuove terapie, ma anche di assistenza e di quello che ISAL sta facendo e i cittadini sono rimasti molto colpiti dalla realtà del dolore cronico”.

E quali sono i progetti per il futuro di “No al dolore”? “Rafforzare la collaborazione con le istituzioni sanitarie, a partire dai medici di famiglia – conclude Adelina Facci Tosatti -. Far sapere che c’è una legge e chi di dovere è tenuto a rispettarla. E, poi, continuare l’opera di sensibilizzazione, facendo rete anche con altre associazioni”.

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