Cannabis terapeutica, Israele ne facilita il consumo

Israele ha avviato una campagna per facilitare l’uso della cannabis terapeutica, snellendo le procedure burocratiche. Lo scrive l’agenzia spagnola Efe in un articolo della corrispondente da Gerusalemme Daniela Brik. Grazie a internet, si potrà ricevere l’autorizzazione ministeriale e una dose a domicilio anche nello stesso giorno in cui la marijuana viene prescritta.

Dal 1995, il ministero israeliano della Sanità promuove la cannabis terapeutica come alternativa alla medicina tradizionale, tanto che negli ultimi anni ne hanno beneficiato più di 17mila pazienti. “L’obiettivo della campagna è che, entro l’inizio del 2015, si possa far riferimento ad un sistema centralizzato e ben funzionante che permetterà alle farmacie di dispensare la marijuana terapeutica” spiega Mijael Dor, responsabile dell’équipe del ministero della Sanità incaricata di agevolare l’uso della cannabis.

In Israele la cannabis può essere prescritta da oncologi, specialisti del dolore, reumatologi e anche dai medici di famiglia, per il trattamento di malattie come la sclerosi multipla, il Parkinson, il dolore cronico, le fibromialgia, la sindrome da arto fantasma e per problemi legati all’alimentazione come l’anoressia, in cui la marijuana ha la funzione di stimolare l’appetito.

Specialisti del ministero della Sanità insegnano poi al paziente come usare la marijuana, che si può fumare, inalare, ingerire in forma di biscotti o con delle gocce, fino ad ungersi con una crema cutanea. “Chiediamo che il Governo centralizzi il lavoro di ricerca e di distribuzione in un quartier generale dove si possano creare laboratori funzionanti per il controllo sulla qualità” continua Mijael Dor.

I medici israeliani avvertono però che la cannabis può avere degli effetti secondari e che non è una “bacchetta magica” che può essere usata in ogni caso. “Abbiamo delle conoscenze limitate e cerchiamo di raccogliere dati – aggiunge Dor –. Siamo all’inizio di un percorso e cerchiamo di stabilire guide cliniche per sapere cosa fare in ogni caso specifico”.

Secondo Rafael Mechoulam, lo scienziato israeliano che nel 1964 ha isolato il Thc, il principio attivo della marijuana, i medici non hanno familiarità con questa sostanza perché non è stata sufficientemente sperimentata. Anche le industrie farmaceutiche sono poco disponibili a fare ricerche su una sostanza che è di uso comune da seimila anni.

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