Cefalea, nasce il manifesto per i diritti dei malati

Pazienti, medici e farmacisti uniti contro le cefalee, che colpiscono sei milioni di italiani (il 2-3% in forma cronica) con un impatto economico di 3,5 miliardi di euro. È nato l’Italian Migraine Project, un’alleanza contro le cefalee che vede coinvolti associazioni di pazienti, società medico-scientifiche come Federdolore (di cui ISAL è socia fondatrice) e Federfarma e che ha realizzato il primo Social Manifesto.

Nel manifesto dei diritti della persona con cefalea si chiedono cure più efficienti e mirate sulle necessità del singolo paziente a seconda della gravità, adeguate informazioni a chi ne soffre su come accedere a percorsi diagnostico-terapeutici, accesso uniforme alle terapie su tutto il territorio nazionale, fino al riconoscimento legislativo della cefalea primaria cronica come malattia sociale.

Oggi in Italia chi soffre di cefalea, e si tratta per lo più di donne, utilizza troppo spesso farmaci in modo improprio e protratto, con rischi di tossicità e abuso o dipendenza da auto medicinali, che possono facilitare la cronicizzazione del disturbo” spiega il professor Giorgio Bono, presidente della Società italiana per lo studio delle cefalee. “Per questo è fondamentale avere una chiara definizione legislativa della malattia come patologia sociale, offrendo ai pazienti un percorso di informazione e cura personalizzato e consentendo l’accesso agli interventi terapeutici più innovativi”.

Quello della cefalea – continua il dottor Pietro Barbanti presidente dell’Associazione Italiana per la lotta contro le Cefalee e direttore dell’Unità per le cefalee e il dolore al San Raffaele di Roma – è un dolore ‘sine materia’ che accompagna tutta la vita. L’Italia è forse il Paese al mondo che più ha contribuito alla ricerca sulle cefalee e anche gli specialisti in materia non mancano: sono 215 i centri cefalee nel nostro Paese e oltre un centinaio gli ambulatori territoriali. Quello che ancora manca è il controllo di qualità di questi centri, bisogna lavorare per cercare di uniformare il trattamento dei pazienti secondo le linee guida e abbattere le lista d’attesa”.

Nel manifesto un’attenzione particolare viene data all’età evolutiva, in quanto la cefalea colpisce il 25 per cento dei ragazzi in età scolare, con significative ripercussioni sul rendimento scolastico e sulla comprensione dei comportamento anomalo dei bambini da parte dei genitori. A fare da sentinelle e da sportello di consulenza sul territorio sono le farmacie, che come sottolinea la presidente di Federfarma Annarosa Racca, “devono aiutare al corretto utilizzo del farmaco, monitorarne l’uso e indirizzare i pazienti verso i centri specialistici”.

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