Cittaslow e Isal insieme per una “Città senza dolore”

Siglato un protocollo d’intesa tra l’associazione Cittaslow International e la Fondazione ISAL: una collaborazione che nasce dalla condivisione dei valori del buon vivere e della salute attiva quali diritti primari di tutti i cittadini. Il progetto “Città Slow – Città senza Dolore” permetterà di identificare i fattori di rischio per la salute presenti nelle città e di attivare strumenti concreti per la cura e la prevenzione del dolore cronico.

 

 Rimini, 6 maggio 2015

Il buon vivere, l’identità culturale, la responsabilità, il concetto di salute attiva: sono i principi che animano l’associazione Cittàslow International, pienamente condivisi da ISAL. Per questo, in una comune visione di cittadinanza attiva e sostenibile, sabato 11 aprile a Castel San Pietro Terme è stato siglato un protocollo d’intesa tra il sindaco di Pollica Stefano Pisani, presidente di Cittaslow International, e il professor William Raffaeli, presidente della Fondazione ISAL.

Cittaslow International, con oltre 200 comuni associati in 30 Paesi, s’impegna per il diritto alla salute e al benessere dei cittadini, nella lotta alle dipendenze di ogni genere e nella proposta di percorsi virtuosi per l’educazione giovanile a contrasto delle devianze. Il progetto “Città Slow – Città senza Dolore”, nato dalla collaborazione tra le due realtà, ha l’obiettivo d’identificare le condizioni di rischio presenti in città che possano generare stati di malattie dolorose croniche. Lo studio avverrà grazie alle dirette segnalazioni dei cittadini tramite un questionario online; in questo modo sarà possibile studiare azioni concrete a livello di prevenzione, informazione e cura.

 ISAL metterà a disposizione dei cittadini dei comuni aderenti a Cittàslow il proprio numero verde – 800.10.12.88 – al quale rivolgersi gratuitamente per indicazioni sui centri di cura del dolore specializzati, fornirà consulenza e assistenza per la nascita di centri di cura per il dolore, organizzerà corsi di formazione per medici di base e personale paramedico. Verranno inoltre sperimentate nuove tecnologie e creati dei percorsi agevolati di primo intervento per i cittadini che manifestano situazioni di grave patologia. Cittaslow promuoverà le attività di ISAL, con particolare attenzione e coinvolgimento nell’appuntamento  “100 città contro il dolore ”, giornata mondiale che si svolge ogni anno nel mese di settembre / ottobre in più di 120 città in  Italia e all’estero.

 Stefano Pisani – sindaco di Pollica (SA) – presidente di Cittaslow

“Cittaslow è un’associazione attenta a valorizzare la qualità della vita. In questa ottica, per noi la lotta al dolore cronico rappresenta un aspetto importantissimo. Si tratta di un problema spesso poco conosciuto o tenuto in scarsa considerazione. A partire da qui, inizieremo a pensare in che direzione agire e quale può essere il nostro contributo. ISAL svolge un fondamentale ruolo di sensibilizzazione e valorizza le buone pratiche che consentono di migliorare la qualità della vita delle persone, per questo vogliamo assolutamente introdurre le sue attività nella nostra rete e nelle nostre pratiche. Lavorando insieme reperiremo importanti notizie sui nostri territori. Inoltre, la collaborazione porterà con sé anche un’interessante esperienza internazionale”.

Pier Giorgio Oliveti – direttore di Cittaslow

“Con ISAL ci siamo trovati in perfetta sintonia, certamente per i valori, ma soprattutto per la pratica: Cittaslow è un’associazione di sindaci, composta dunque da persone in prima linea per quanto riguarda i problemi dei cittadini e le loro soluzioni. Per questo è fondamentale il pragmatismo. La filosofia, un’idea, una visione sono necessarie, ma senza pratica sono solo parole. Questo è un importante punto di contatto tra le due associazioni. Abbiamo imparato che essere “slow” significa anche essere avanzati, “smart”. Noi abbiamo colto la sfida della lentezza positiva per riportare al centro lo sviluppo durevole e sostenibile nelle città e nel pianeta intero, ma non c’è buon vivere senza lotta al dolore. E’ assurdo tollerare che comunemente esista quasi un diritto al dolore: quello che ci vuole è un diritto al non dolore. Noi decliniamo il buon vivere a 360 gradi e dentro c’è anche la telemedicina, ci sono le nuove attrezzature tecniche, ci sono le città cardioprotette, internet e la tecnologia: se il welfare cala noi possiamo compensarlo anche grazie a nuovi strumenti tecnologici, e chi può farlo meglio di un sindaco vicino alla sua comunità?”.

 Barbara Paron – sindaco di Vigarano Mainarda (FE)

“Dopo qualche anno in Cittaslow mi sono resa conto di quante possibilità questa rete di città possa offrire, facendo da traino per l’intero Paese sulla qualità della vita e la salute attiva. Ho saputo del primo centro di ricerca sulla terapia del dolore in Europa promosso da ISAL, ho approfondito le attività della Fondazione e sono venuta a conoscenza del numero verde per la consulenza ai cittadini: credo che sia un passaggio fondamentale per molte città. Vogliamo organizzare nei nostri comuni incontri mirati per parlarne e per informare i cittadini sui loro diritti e sugli obiettivi di questo progetto. Li metteremo al centro delle attività, coinvolgendo anche le realtà di volontariato sul territorio, che sicuramente potranno offrire un contributo rilevante. Altrettanto importante sarà l’organizzazione di corsi di formazione per il personale medico”.

 Dott. William Raffaeli – presidente Fondazione ISAL

“Grazie a questo accordo la Fondazione entra in diretta relazione con il territorio, facendo propria la filosofia della qualità e della bellezza della vita attraverso la promozione della lotta al dolore: la sofferenza è un tema di cui è necessario occuparsi perché non può esistere una vita positiva in presenza del dolore. ISAL lavora affinché il tessuto sociale non rimanga insensibile e indifferente alla sofferenza delle persone, sposando l’idea di una città di qualità e a misura d’uomo”.

 Roberto Gamberini – Fondazione ISAL

 

“Ho creduto nel potenziale di questo accordo come veicolo per entrare in contatto con un elevato numero di comuni ai quali offrire la possibilità di aggregarsi al progetto “100 città contro il dolore”. L’idea è nata dalla sensazione che queste piccole città possano essere tagliate fuori dal circuito della sanità qualificata: da qui la necessità di proporre soluzioni alternative, strumenti per migliorare la qualità della vita, dal nostro numero verde all’utilizzo delle tecnologie. È un grande potenziale per entrambi, per la diffusione del messaggio di ISAL e il miglioramento delle prestazioni sanitarie”.

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