Dolore cronico: a Bruxelles per definire nuove strategie e politiche comunitarie

Definire nuove politiche comunitarie, rendere più efficace l’azione delle istituzioni sanitarie, diffondere buone pratiche e sensibilizzare sull’impatto che il dolore cronico ha sulla popolazione europea. Sono questi gli obiettivi del quarto simposio internazionale della Societal impact of pain (Sip), che si terrà il 14 e il 15 maggio a Bruxelles al Parlamento europeo e che vedrà tra i relatori anche il professor William Raffaeli, presidente della Fondazione ISAL.

Due i focus group organizzati nel corso del simposio: il primo (il 14 maggio) ha l’obiettivo di sviluppare una serie di raccomandazioni per una migliore gestione del dolore cronico, mentre il secondo (il 15 maggio) si concentrerà sulla riduzione e sulla perdita di produttività che il dolore cronico comporta, individuando modi e strategie per favorire l’integrazione sociale e lavorativa delle persone che ne soffrono.

“Il dolore cronico non è solo una questione sanitaria, ma anche economica e sociale – dice il professor Hans Georg Kress, presidente della European Federation of IASP Chapters –. Vogliamo che politici e istituzioni europee ne siano consapevoli e con i due focus group daremo loro suggerimenti concreti su come possano migliorare sia la gestione del dolore cronico sia la qualità di vita dei pazienti”.

Indicatori di salute e qualità della vita. Un’adeguata gestione del dolore cronico è diventata una priorità per i sistemi sanitari di tutta Europa. Sono però necessari indicatori attendibili per definire con precisione le risorse economiche da allocare. I dati epidemiologici, l’elevata incidenza e i notevoli costi diretti e indiretti per i sistemi sanitari sono già stati al centro dei precedenti simposi Sip. Nel primo focus group di quest’anno si individueranno ulteriori criteri e dati, che saranno poi convalidati e condivisi dagli Stati membri dell’Unione europea.

Il dolore cronico e il lavoro. All’impatto del dolore cronico sulla forza lavoro europea è dedicato il secondo focus group, in cui verranno messe in evidenza le buone pratiche per la prevenzione, la cura e la reintegrazione lavorativa. “In tempi di austerità e di crisi economica, l’occupazione e la produttività della popolazione attiva sono un tema centrale della politica nazionale ed europea”, spiega Marian Harkin, membro irlandese del Parlamento europeo, che presiederà il focus group. “Per questo abbiamo bisogno di confrontarci sia sulle misure di prevenzione da attuare, sia sui programmi di riabilitazione necessari per far sì che tutta la popolazione attiva europea sia in grado di lavorare, anche se colpita da dolore cronico”.

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