Fondazione ISAL e Alaska Sas uniti contro il dolore cronico

In Italia una persona su quattro soffre di dolore cronico. Spesso non riesce ad avere accesso alla cure. È così condannato a un’inutile sofferenza, che potrebbe essere evitata attraverso una maggiore informazione ai cittadini e grazie anche a maggiori competenze nei professionisti della salute. Da questi presupposti è nato il nuovo progetto di collaborazione tra la Fondazione ISAL e l’Alaska Sas di Sulmona, leader nella produzione di shopper e contenitori di materiale plastico.

Il progetto è stato presentato sabato 26 aprile dal presidente della Fondazione ISAL William Raffaeli, il consigliere nazionale Gianvincenzo D’Andrea, promotore del progetto, e Gaetano Nino Di Cioccio, amministratore della Alaska Sas. Presenti in platea anche diversi rappresentanti delle istituzioni, tra i quali l’onorevole Vittoria D’Incecco, componente della Commissione Sanità alla Camera, il vicepresidente della Regione Abruzzo Alfredo Castiglione e la vicepresidente della Provincia dell’Aquila Antonella Di Nino.

Grazie alla disponibilità dell’azienda, sulle scatole che contengono le buste per la spesa e che vengono distribuite a decine di migliaia in tutta Italia, saranno riportati messaggi a sostegno della cura e della ricerca sul dolore cronico, con inviti alla donazione del cinque per mille a favore della Fondazione ISAL e informazioni utili per chi soffre, a partire dal numero verde 800 101288, a cui è possibile rivolgersi per avere da medici specialisti in terapia del dolore i consigli per affrontare nel modo migliore il dolore.

Di dolore ne esistono due tipi – ha spiegato il professor William Raffaeli –, quello sintomatologico, l’organismo ci avvisa che qualcosa non va, e quello cronico, che va curato come qualsiasi altra patologia, perché altrimenti ammala il corpo e l’animo, componenti in stretta simbiosi”. Diventa fondamentale l’informazione: chi soffre deve sapere a chi può rivolgersi. “Ma servirebbe una legge sulla ricerca e una grande azione collettiva di valore sociale, che metta in moto diversi intelletti, produca molteplici azioni coordinate tra varie discipline e ambiti, per arrivare a risultati concreti nella lotta contro il dolore” continua Raffaeli.

Il dolore cronico non è una condanna, è un problema che oggi fortunatamente può essere risolto nella maggioranza dei casi – aggiunge il dottor Gianvincenzo D’Andrea –. La comunicazione sociale ha per noi un valore importantissimo, è un potente mezzo per sensibilizzare la cittadinanza e far sapere ai cittadini che c’è una legge dello Stato, la legge 38/2010, che garantisce il diritto alla terapia del dolore”.

La collaborazione tra la Fondazione ISAL e l’Alaska Sas è nata in occasione di un precedente incontro. “Quando ho sentito parlare il professor Raffaeli di cura del dolore in sé, si è acceso in me il dovere morale di fare qualcosa – dice l’amministratore dell’azienda sulmonese Gaetano Di Cioccio –. Così adesso sulle scatole che viaggiano sul territorio nazionale, la gente ha occasione di leggere un messaggio che riguarda la collettività, tutti noi”.

La campagna di informazione per la cura del dolore cronico sarà accompagnata da due iniziative che coinvolgono il centro Abruzzo: “La prima è la creazione in Valle Peligna di un centro di formazione in terapia del dolore, nel quale verranno formati medici e infermieri, ma che ospiterà anche iniziative di divulgazione aperte a tutta la popolazione” riprende Gianvincenzo D’Andrea. “La seconda – conclude – è l’assegnazione di una borsa di sostegno al dottor Vanni Caruso, un giovane ricercatore peligno, impegnato nello studio dei meccanismi biomelecolari coinvolti nella trasmissione e nella modulazione dello stimolo doloroso all’università di Uppsala in Svezia”.

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