Il trapianto di midollo osseo per il trattamento del mal di schiena

Un nuovo studio realizzato dai ricercatori statunitensi del Columbia interventional pain center e del Bluetail medical group suggerisce che il trapianto bio-cellulare, sempre più utilizzato dai chirurghi per riparare i tessuti danneggiati, potrebbe essere usato anche per trattare il mal di schiena. Tuttavia, non tutti i pazienti che vi si sono sottoposti non hanno risposto allo stesso modo.

La procedura prevede l’iniezione di aspirato cellulare di midollo osseo in forma concentrata nei dischi lombari in pazienti con degenerazione del disco con evidenza clinica obiettiva. I risultati dello studio, riportati al 29simo meeting annuale dell’American academy of pain medicine, mostrano un range che va dalla completa guarigione alla totale assenza di beneficio.

“I nostri risultati sono incoraggianti – spiega Donald J. Meyer, il primo autore dello studio –. Attualmente, quando le misure di  trattamento conservativo falliscono, le opzioni terapeutiche per pazienti con mal di schiena dovuto alla degenerazione del disco sono limitate. In molti escono dalla chirurgia del disco o dalla fusione spinale con risultati mediocri. Il nostro obiettivo è contribuire a sviluppare un metodo sicuro e naturale, che utilizzi le caratteristiche fisiologiche del corpo stesso per guarire dal dolore discoide”.

Incuriosito dalle possibilità tecniche per il trattamento del mal di schiena, il team di ricerca ha analizzato retro-prospetticamente i dati derivati da 22 pazienti trattati con trapianto midollare presso il Columbia interventional pain center. I pazienti soffrivano di mal di schiena mediamente da 4 anni e avevano un’evidente degenerazione dei dischi. Alcuni dichiaravano di provare dolore anche alle gambe.

I pazienti sono stati informati della natura sperimentale dello studio e hanno dato il consenso informativo. Durante la procedura, i chirurghi hanno raccolto 60 centilitri di aspirato di midollo osseo iliaco, ottenendo poi, tramite centrifuga, il concentrato cellulare aspirato di midollo spinale. Il concentrato cellulare è stato successivamente iniettato in ogni disco lombare lesionato e, in dose più bassa, nella corona circolare spinale. Sono stati trattati un massimo di due dischi.

A 5-24 mesi dall’intervento, i pazienti hanno riportato cambiamenti al dolore alla schiena che oscillano dal sollievo totale al non miglioramento. Nessuno ha avuto un peggioramento del dolore e non si sono verificate complicanze. Tutti i pazienti che hanno provato sollievo, hanno inoltre avuto un miglioramento significativo nella tolleranza e nella riduzione dell’utilizzo di farmaci per dolore. “È garantito un futuro studio prospettico – concludono gli autori dello studio – per capire se effettivamente l’autotrapianto può garantire una terapia sicura ed effettiva per il dolore lombare discoide”.

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