Intervista al Dott. Alberto Leonardis nuovo membro del CDA di ISAL

La Fondazione ISAL si avvale dell’entrata nel CDA di un altro importante esponente, il dottor Alberto Leonardis, che da quando l’ha conosciuta ne sostiene con estrema fiducia la mission.

Leonardis, qual è la sua formazione e come ha mosso i primi passi nel mondo del lavoro? «Nel corso della mia formazione sono partito laureandomi in pedagogia con specializzazione in filosofia e poi ho seguito un master in comunicazione delle imprese – racconta il nuovo membro del CDA di ISAL -. Da qui ho cominciato a specializzarmi in comunicazione alla scuola superiore di Telecom Italia e con corsi di giornalismo a Bruxelles. Il settore che sempre più si andava a delineare per la mia formazione e per il mio lavoro era quindi quello della comunicazione di impresa. La mia prima esperienza come dipendente è stata proprio alla scuola Telecom con sede a L’Aquila, di cui ero il responsabile delle relazioni esterne (dall’organizzazione degli eventi ai rapporti con la stampa, ecc.) In quegli anni ho ideato inoltre il Consorzio Italiano del Telelavoro, perché si pensava che potesse essere la nuova frontiera e in questo senso ho seguito progetti significativi con protagonisti la Telecom stessa, l’Università de L’Aquila e la Regione. Mi sono occupato di formare molte persone che poi hanno svolto il telelavoro per aziende quali Telecom, Enel e molte altre. Successivamente il mio campo si è allargato andando ad abbracciare anche l’aspetto della progettazione finanziaria, delle relazioni politico-istituzionali e dello sviluppo del business, facendo da consulente per gruppi molto importanti sul panorama nazionale e internazionale (ad esempio Microsoft, Siemens, Ernst & Young, ecc). Nel frattempo sono iniziati poi gli incarichi a livello manageriale, tra cui vorrei ricordare il portale “Dooyoo” nato a Berlino, che raccoglieva le opinioni degli utenti dando un supporto significativo al mercato. Non ho comunque abbandonato la vicinanza al mondo della comunicazione, perché sono stato anche proprietario del Corriere delle Comunicazioni (Corcom), affermatosi nell’ambito della tecnologia, e azionista dell’agenzia di stampa Dire».

Oggi di cosa si occupa principalmente? «Al momento seguo lo sviluppo della Giovanni Leonardis Welfare e di altri gruppi. Con la GLW stiamo lavorando, in collaborazione con ISAL, alla realizzazione delle cosiddette “Stanze contro il dolore”, collegate al sistema della Telemedicina. Siamo già partiti con l’ambulatorio a Vasto e presto ne seguiranno altri in Puglia, Umbria e Lombardia».

In che modo si è avvicinato all’attività della Fondazione ISAL? «Per una serie di motivi congiunturali. Diversi mesi fa il vicepresidente Gianvincenzo D’Andrea mi disse che avrebbe voluto intitolare a mio padre Giovanni una scuola di formazione a livello europeo per la terapia del dolore cronico con sede a Sulmona, in Abruzzo. Mio padre è stato primario a Tor Vergata e a L’Aquila e si è occupato per anni di queste terapie, quindi fui ben lieto di accettare questa proposta e attendo con ansia l’inizio dei primi corsi della scuola, che avverrà proprio in questi mesi. Ho approfondito poi la mia conoscenza di ISAL che reputo una realtà di primo ordine, soprattutto per la competenza scientifica di chi vi opera, come D’Andrea e il presidente William Raffaeli, con cui ho un rapporto di grande stima».

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