La Fondazione ISAL per l’umanizzazione delle cure dell’anziano

C’è anche un progetto della Fondazione ISAL tra i tre presi in carico dalla Direzione generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute per indagare le problematiche relative all’umanizzazione delle cure rivolte a pazienti fragili.

L’umanizzazione delle cure, cioè l’attenzione alla persona nella sua totalità fatta di bisogni organici, psicologici e relazionali, è oggi un tema di grande attualità. Le crescenti acquisizioni in campo tecnologico e scientifico, che permettono di trattare anche patologie una volta incurabili, non possono essere disgiunte nella quotidianità della pratica clinica dalla necessaria consapevolezza dell’importanza degli aspetti relazionali e psicologici.

Il progetto presentato dalla Fondazione ISAL riguarda nello specifico l’umanizzazione delle cure dell’anziano in ambito ospedaliero e si propone di analizzare le diverse fasi della presa in carico del paziente, dall’accoglienza all’adeguatezza dei locali, dalle informazioni sull’iter diagnostico e terapeutico alla personalizzazione del percorso assistenziale.

Il rispetto per la dignità, la qualità della vita e il benessere di ogni persona dovrebbero essere l’elemento fondamentale dell’assistenza” dice la dottoressa Emanuela Menichetti, responsabile del progetto. “La mancanza o la perdita di funzione, anche cognitiva, non modifica in alcun modo l’umanità della persona assistita – aggiunge –. Inoltre i bisogni non sono statici e le condizioni possono cambiare, migliorare e peggiorare, richiedendo risposte in continua evoluzione che possano essere fornite tramite regolari valutazioni”.

Cancro e fragilità familiare sono invece al centro del progetto presentato dalla dottoressa Stefania Torelli e supportato della Fondazione Gigi Ghirotti. L’obiettivo è analizzare il lungo e difficile percorso delle famiglie di un paziente oncologico, con tutte le implicazioni fisico-emotive determinate dal cancro, definito come “malattia familiare”.

Terzo e ultimo progetto sostenuto dal ministero della Salute è quello della Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio sulla qualità della vita in età evolutiva, che mira ad analizzare la capacità dei servizi sanitari di rispondere ai bisogni della popolazione tra 0 e 18 anni.

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