Piu’ cure, meno costi, a Cuneo parte sperimentazione che porta a casa la terapia del dolore

Diffondere e rendere più efficaci le terapie contro il dolore cronico riducendo, al contempo, i costi per la sanità. Sono questi gli obiettivi della sperimentazione nazionale che il prossimo primo gennaio partirà a Cuneo grazie al progetto “Dolore e Territorio (DoTe): rete integrata territoriale”, promosso dalla Fondazione ISAL e dalla Fondazione Gigi Ghirotti di Roma con il contributo operativo della Unità di terapia del dolore dell’Azienda ospedaliera di Cuneo diretta dal dottor Valentino Menardo e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

Si stima che a Cuneo 129mila persone siano affette da dolore cronico, quel dolore che dura oltre sei mesi e compromette qualità della vita e lavoro. Di queste, 3.894 soffrono di dolore con intensità severa di natura metabolica, osteodegenerativa, neurologica e oncologica. Il 40%, però, non ha accesso a cure adeguate oppure interrompe le terapie prescritte o, ancora, ricorre a ripetuti e costosi ricoveri. L’assistenza a domicilio potrebbe essere la soluzione e proprio a questo mira il progetto che prevede la realizzazione di un sistema di monitoraggio con teleassistenza abbinate ad attività di supporto, anche psicologico, rivolte ai pazienti e alle loro famiglie.

Nello specifico, “DoTe” porterà a integrare i servizi di terapia del dolore erogati direttamente dall’Azienda sanitaria con una rete di personale infermieristico e medico che agirà a domicilio dei pazienti. Utilizzando un sistema di telemedicina, l’équipe potrà colloquiare con un operatore della centrale telematica che sarà allestita presso il centro ospedaliero di terapia del dolore. La centrale telematica avrà così modo di sorvegliare a distanza l’adesione ai trattamenti terapeutici, tenendo sotto controllo tutti i parametri che vengono normalmente valutati in ospedale, dall’intensità del dolore, le ore di sonno, il livello di ansia, fino ad eventuali effetti collaterali dei farmaci, variazioni dei dosaggi e fattori di rischio e di inefficacia.

Per sostenere psicologicamente e socialmente i pazienti e aiutare le famiglie a fronteggiare il carico di stress che la malattia comporta, sarà inoltre aperto un centro di mutuo ascolto, che potrà contare sull’apporto di volontari della Fondazione ADAS, da sempre vicina a chi soffre nella provincia di Cuneo.

Il progetto sarà divulgato alla cittadinanza attraverso un call center con numero verde e una campagna di comunicazione sociale, mentre gli operatori sanitari saranno coinvolti in corsi di formazione sulla cura del dolore.

Le Fondazioni Gigi Ghirotti e ISAL garantiranno il coordinamento scientifico, le attività di formazione al personale medico-infermieristico e le azioni di supporto psicologico a pazienti e famiglie. Il personale e tutti i processi di cura saranno coordinati dal dottor Valentino Menardo.

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